martedì 31 marzo 2020

Siderurgia: focus sulla storia e sull’identità di Gruppo Riva

Attraverso le acquisizioni, la costante attenzione per l'innovazione, l'automazione, la sicurezza e la formazione dei dipendenti, Gruppo Riva si è fatto strada sul panorama italiano ed europeo diventando un punto di riferimento fondamentale per il settore siderurgico.
Gruppo Riva

Gruppo Riva: la nascita e i successi degli anni '60

Gruppo Riva nasce nel 1954 in seguito a un'intuizione vincente di Emilio Riva, sostenuto dal fratello Adriano. Oggi il Gruppo rappresenta il primo operatore siderurgico italiano ed è tra i principali attori a livello europeo. Storicamente specializzato nella realizzazione di prodotti "lunghi" con acciaierie ad arco elettrico, passa alla produzione diretta dell'acciaio nel 1956. L'anno successivo entra in funzione il primo stabilimento a Caronno Pertusella, vicino a Milano. L'impianto era già rivoluzionario: i maggiori forni dell'epoca in Italia avevano una capacità di 15 tonnellate mentre quello di Caronno arrivava a 25 tonnellate. Il settore riceve una spinta particolare negli anni '60: si tratta un periodo caratterizzato dalla nuova tecnica della colata continua, un grande successo anche per Gruppo Riva. Nello stesso arco temporale avvengono anche le prime rilevazioni: nel 1966 è fondamentale l'acquisizione delle Acciaierie e Ferrerie di Lesegno, in provincia di Cuneo. Alla fine degli anni '60 il Gruppo arriva a produrre 300 mila tonnellate di acciaio all'anno.

I successi di Gruppo Riva e i valori fondanti

Gli investimenti massicci a livello europeo coinvolgono in particolare Paesi come Germania, Francia e Belgio. Gruppo Riva è da considerarsi tra i pionieri dell'espansione commerciale delle miniacciaierie nel mondo. Il Gruppo dedica da sempre ampio spazio anche allo sviluppo delle nuove tecnologie, puntando sull'automazione del processo di colata e sugli impianti computerizzati. Nel 1981 la produzione viene diversificata attraverso l'acquisizione della società Officine e Fonderie Galtarossa (OFG) di Verona. Nel 1988 avviene invece l'acquisizione di COGEA, con il passaggio del consorzio a S.p.A. e con la definizione del nuovo nome "Acciaierie di Cornigliano". Nell'aprile del 1995 Gruppo Riva rileva dall'IRI la totalità del capitale di Ilva Laminati Piani. Con personale altamente specializzato, il Gruppo punta su valori quali la qualità dei prodotti, l'ecologia, la sicurezza sull'ambiente di lavoro. Attualmente l'attività impiega 5.600 dipendenti, dislocati su 21 siti produttivi in Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada.

“Il Diritto Giurisprudenziale”: il contributo di Nicolò Zanon al seminario sul tema

L'intervento di Nicolò Zanon al seminario organizzato presso Palazzo della Sapienza in occasione dell'inaugurazione della scuola di specializzazione per le professioni legali dell'Università di Pisa.
Nicolò Zanon

Nicolò Zanon al seminario "Il Diritto Giurisprudenziale. Le Corti tra applicazione e creazione del diritto"

Il Giudice della Corte costituzionale Nicolò Zanon è stato chiamato a intervenire come relatore nell'ambito del seminario "Il Diritto Giurisprudenziale. Le Corti tra applicazione e creazione del diritto". Organizzato a metà febbraio presso l'aula magna storica del Palazzo della Sapienza, il seminario ha rappresentato l'occasione per inaugurare la scuola di specializzazione per le professioni legali dell'Università di Pisa. Il tema trattato è di particolare attualità. Di fronte a un legislatore che non sempre riesce a regolamentare le nuove richieste emergenti dalla società, la giurisprudenza delle diverse Corti ha assunto particolare rilevanza e centralità. Ne è un esempio problematico la recente vicenda Cappato. Nicolò Zanon, che è anche professore ordinario di diritto costituzionale, ha preso parte al seminario insieme ad altri esperti in materia.

Profilo formativo e professionale di Nicolò Zanon, Giudice della Corte Costituzionale

Originario di Torino, classe 1961, Nicolò Zanon è un giurista e docente italiano. È laureato in Giurisprudenza, con una tesi in Diritto pubblico comparato. È dottore in ricerca in Diritto comparato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Firenze. Tra il 1991 e il 1996 è stato ricercatore presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Torino, ma al contempo ha perfezionato il suo percorso di formazione all'estero, con soggiorni studio in Francia e Germania. Dal 1996 al 1997 è Assistente di Studio del giudice costituzionale prof. Valerio Onida, presso la Corte costituzionale. Negi stessi anni è professore a contratto di Istituzioni di diritto pubblico presso l'Università Bocconi di Milano. È l'inizio di una brillante carriera accademica, che lo porterà a insegnare in altri prestigiosi atenei. Nicolò Zanon è stato nominato Giudice della Corte costituzionale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (18 ottobre 2014) ed è Ordinario di Diritto costituzionale nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Milano. Nel 2017 ha ricevuto il titolo di Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana.

Idee per l’Europa, tra gli ospiti il giurista Carlo Malinconico

Il 4 dicembre scorso, presso l'hotel de la Minerve a Roma, si è tenuto il dibattito dal titolo "Idee per L'Europa": organizzato da "Il Tempo", ha visto la partecipazione di illustri esponenti del centrodestra italiano. Tra i protagonisti Carlo Malinconico , giurista con esperienze istituzionali.
Carlo Malinconico

Evoluzione europea e criticità, Carlo Malinconico tra i relatori del convegno

Sovranismo e Unione Europea non sono in antitesi: è il tema portante del convegno "Idee per l'Europa", un incontro voluto dal quotidiano romano che ha visto come relatori Carlo Malinconico, Marcello Pera e Marco Gervasoni. Moderato da Franco Bechis, Direttore del giornale, il confronto ha promosso una riflessione sullo scenario europeo e sulla possibile integrazione di politiche di stampo sovranista. Ex Presidente del Senato e filosofo, Pera ha analizzato l'evoluzione dell'Unione dalla fondazione fino ai giorni nostri, ponendo l'accento sul progressivo abbandono dell'idea originale dei Padri fondatori. Marco Gervasoni, docente di Storia Contemporanea, ha sottolineato che il sovranismo, visti gli squilibri e i giochi di potere in atto a Bruxelles, è quasi un atto doveroso per tutelare gli interessi nazionali. Infine, l'intervento di Carlo Malinconico, giurista ed ex Consigliere di Stato attualmente alla guida dell'omonimo Studio Legale, si è soffermato sulla debolezza ormai evidente dell'Unione, soprattutto in merito alle difficoltà incontrate prima dell'approvazione dei Commissari indicati dal Presidente Ursula von der Leyen.

Progetto Italia, Carlo Malinconico alla prima Assemblea Nazionale del nuovo movimento

L'Italia ha bisogno di una nuova forza di centrodestra per essere accompagnata in questo periodo di crisi sociale ed economica: è il concetto che Carlo Malinconico ha voluto evidenziare durante il suo intervento alla prima Assemblea Nazionale di "Progetto Italia per la buona politica", tenutasi poche settimane fa nel Dub House Hotel della Capitale. Il movimento, nato con lo scopo di riunire tutti i riformisti moderati, vuole dare una risposta a tutti quegli elettori di centrodestra che in questi anni hanno trovato difficoltà ad identificarsi nei partiti politici attualmente presenti nello scenario nazionale. Due i punti essenziali del progetto: sostegno alle imprese e riequilibrio dei rapporti internazionali. "Serve una forza moderata per portare l'Italia fuori dalla stagnazione e dalla decrescita - ha dichiarato Carlo Malinconico, Presidente del movimento - Dobbiamo recuperare un ruolo soprattutto sullo scacchiere europeo: Francia e Germania lavorano a una conferenza sul futuro dell'Ue mentre noi siamo assenti a questi tavoli". Obiettivi che potranno essere raggiunti, secondo i valori espressi da Progetto Italia, puntando su competenza, credibilità e un forte senso delle Istituzioni.

Alessandro Benetton e Comfort zone: “L’ansia non è sempre negativa”

Pubblicato sul suo canale Youtube e ripreso dal portale "Corriere Tv", l'ultimo episodio della rubrica #UnCaffèConAlessandro tratta il tema della comfort zone: Alessandro Benetton racconta in che modo ha appreso gli strumenti necessari per superare questo concetto.
Alessandro Benetton

Eliminarla un errore, sfruttarla il giusto approccio: la comfort zone secondo Alessandro Benetton

In questo periodo, dove molte persone sono costrette a restare in casa, cercare di comprendere fin dove si estenda la propria comfort zone può essere un'attività preziosa: per questo Alessandro Benetton ha deciso di dare consigli su come gestire i propri limiti. Nell'ultimo video pubblicato su Youtube, l'imprenditore offre una riflessione sulle modalità da mettere in pratica per rispondere concretamente ad una delle domande più in voga degli ultimi anni: "Come posso uscire dalla mia zona di sicurezza?". Il fondatore di 21 Invest ribalta subito il concetto, affermando che è sbagliato tentare di uscirne, perché per ottenere dei risultati è meglio provare ad allargarla: "Questo è il nostro vero obiettivo: sentirsi piano piano a nostro agio su cose che prima ci mettevano in difficoltà. Non dobbiamo solo abbattere i muri della nostra zona di comfort - spiega Alessandro Benetton - dobbiamo anche ricostruirli un po' più in là, allargando lo spazio entro il quale ci sentiamo a nostro agio".

Alessandro Benetton, ansia e limiti: una visione diversa

Il nuovo contributo online di Alessandro Benetton affronta due argomenti correlati all'istinto umano di raggiungere un equilibrio senza stress e rischi. E lo fa partendo da un'esperienza personale, raccontando le sensazioni provate durante il lancio di "Unhate", la discussa campagna pubblicitaria lanciata nel 2011 da Benetton che vede diversi fotomontaggi di leader antagonisti intenti a scambiarsi un bacio. "Quando arrivammo a quest'idea molti non erano d'accordo: oggettivamente non sembrava logico modificare un modello di comunicazione che aveva sempre funzionato. Perché rischiare?". L'imprenditore spiega di aver imparato due cose fondamentali in quei giorni di lavoro molto concitati. In primis che l'ansia non sempre è una sensazione negativa, ma spesso con il giusto livello può dimostrarsi un'alleata preziosa che ci permette di crescere e "performare al massimo delle nostre possibilità". L'altro concetto è quello dei limiti: "Il problema con la zona di comfort è che ci insegnano fin da piccoli ad averne paura, perché lì è dove inizia l'ignoto. Dobbiamo incominciare a pensare al limite in modo diverso - conclude Alessandro Benetton - perché, come ha scritto Baricco, dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo: il tramonto".