martedì 12 settembre 2017

Grande attesa a Gubbio per l'incontro tra i discendenti di Dante Alighieri e Cante Gabrielli




Saranno  SPERELLO DI SEREGO ALIGHIERI  e  ANTOINE  DE GABRIELLI, discendenti  dei due storici protagonisti  del Medioevo  italiano,  a incontrarsi  a Gubbio.   Cosa accadrà a  distanza di  9  secoli da quei fatti che  videro protagonisti i loro antenati?  Torneranno a vivere le vicende tormentate che sconvolsero la vita del poeta Dante Alighieri e segnarono le sorti della letteratura,  grazie alla creazione del capolavoro immortale della ‘Divina Commedia’,   scritta  nei  19 anni di esilio,  lontano  da Firenze.  Fu  Cante Gabrielli da Gubbio a condannarlo, in veste di Podestà di Firenze,  nel 1302 all’esilio e alla confisca dei beni.  E, per la prima volta, si ritroveranno faccia a faccia i discendenti dei due illustri personaggi.
A condurre l’incontro  a Gubbio venerdì 29 settembre,  sarà la giornalista e scrittrice Anna Buoninsegni Sartori,  autrice di un testo teatrale rappresentato per la prima volta lo scorso anno  proprio durante il ‘Festival del Medioevo’.  La piece è diventata una pubblicazione  (Ali&No Editrice, 2017),  dal titolo  quanto mai allusivo:   ‘Se l’eugubino Cante Gabrielli non avesse condannato all’esilio Dante, il sommo poeta avrebbe scritto la Divina Commedia?’  Domanda destinata,  evidentemente, a rimanere senza risposta ma interessante collegamento con la stesura dei 14.223 endecasillabi delle tre Cantiche.   La scrittrice  indaga sui rapporti tra Dante e Cante,  analizza il dietro le quinte della condanna, le lotte intestine tra fazioni in mezzo a Impero e Papato e  le ragioni, politiche ed economiche,  che portarono all’esilio dell’Alighieri.
Che cosa accadrà a Gubbio, dove Cante aveva il suo nobile casato e  Dante vi soggiornò diverse volte,  tra i rappresentati di una progenie così illustre e discussa? Sicuramente un simpatico incontro, visto che entrambi sono consapevoli che non esiste merito o demerito nell’essere legati a una delle due stirpi.   Oppure chissà… potrebbe esserci un diverso e imprevisto finale!


L’unico Festival del Medioevo d’Europa abita a Gubbio, l’affascinante città dell’Umbria che stregò Hermann Hesse: “Si crede di sognare o di trovarsi di fronte a uno scenario teatrale. E bisogna continuamente persuadersi che invece tutto è lì, fermo e fissato nella pietra”. Un luogo dove si torna “a sentire con i propri sensi il passato come presente, il lontano come vicino, il bello come eterno”.
Dal 27 settembre al 1 ottobre  2017, più di 70 tra storici, saggisti, filosofi, scrittori e giornalisti, affronteranno una vera e propria sfida: quella di raccontare, in modo chiaro e coinvolgente, i dieci secoli dell’Età di Mezzo. Per capire, con Benedetto Croce, che “ogni storia è storia contemporanea".

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